Ieri ho sofferto il dolore

Ieri ho sofferto il dolore,
non sapevo che avesse una faccia sanguigna,      
le labbra di metallo dure,
una mancanza netta d'orizzonti.
Il dolore è senza domani,
è un muso di cavallo che blocca
i garretti possenti,
ma ieri sono caduta in basso,
le mie labbra si sono chiuse
e lo spavento è entrato nel mio petto
con un sibilo fondo
e le fontane hanno cessato di fiorire,
la loro tenera acqua
era soltanto un mare di dolore
in cui naufragavo dormendo,
ma anche allora avevo paura
degli angeli eterni.
Ma se sono così dolci e costanti,
perchè l'immobilità mi fa terrore?
Alda Merini, da "La terra santa"

Nel vedere le immagini e sentire i racconti dei sopravvissuti come Associazione dedita all'educazione non troviamo altre parole per dire il profondo dolore per tutte le vite spezzate dal sisma che ha colpito l'Italia centrale.
Le tante vite interrotte, specie quelle dei più giovani, lasciano in noi, parafrasando Alda Merini, sentimenti di spavento e naufragio. La fede nel Sepolcro vuoto non ci toglie il dolore o lo sconcerto per l'accaduto ma ci dona il faro della Speranza che sola non delude.
Nel rinnovare il nostro impegno educativo, strumento di futuro per le giovani generazioni, proviamo a testimoniare nella durezza dell'oggi quella speranza che non delude 
(cf. Rm 5, 1-5)


Il Comitato Regionale dell'AGESCI Lazio.

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