MF-Vita Cristiana – “Li amò fino alla fine” (Gv 13,1)
Vivere insieme il Triduo di Pasqua, “Li amò fino alla fine” (Gv 13,1)
Sappiamo bene che per diversi gruppi, il Triduo Pasquale si celebra nel proprio gruppo e nella propria parrocchia, ed è bello e giusto che sia così. In quel caso, non vogliamo in nessun modo sostituirci a questo. Sappiamo però che, per alcuni gruppi, non sempre si trovano proposte adatte che aiutino anche a nutrire il proprio cammino di fede.
Quest’anno vorremmo offrire un’opportunità di vivere intensamente il Triduo Pasquale, in stile scout, presso il monastero delle Clarisse Eremite a Fara in Sabina. Il monastero ci ospiterà nei suoi spazi ed anche i giardini, così da vivere l’esperienza in modo essenziale, dormendo in tenda, con la vita di comunità scout tra capi, in un evento aperto a diverse età.
La proposta avrà al suo cuore il vivere, in modo fortemente partecipato, le liturgie del Triduo — la messa in Cena Domini del giovedì, la liturgia del venerdì santo, e la Veglia Pasquale del sabato santo notte. Sono liturgie molto belle e cariche di significato e permettono ad una riflessione ed approfondimento del mistero Pasquale, centrale alla nostra fede.
Inoltre, le giornate saranno anche scandite da proposte di Lectio Divina, questo antico modo di leggere, approfondire a pregare la parola di Dio, ma anche da qualche tratto di strada nella campagna circostante, e momento più leggeri come comunità.
È una proposta adatta a capi di tutte le età, ma è mirato in modo particolari a capi giovani e a quelli che sentono il bisogno di approfondire il loro cammino di fede. È importante saper cogliere l’opportunità di confronto che si presenta ad ogni campo, sia in comunità che individualmente, accompagnati dai capi campo e dall’AE.
Ci incontreremo il mercoledì 01.04.2026 sera, per ora di cena, intorno al fuoco. Concluderemo la mattina, sul presto, della Domenica di Pasqua (05.04.2026).
MF-Tematiche educative – Scoutismo nonostante tutto
Conosciamo tutti una frase che spesso circola fra di noi, parlando di disabilità: “lo scautismo è per tutti ma non tutti sono per lo scautismo”. Un/a bambino/a con disabilità è una sfida per l’intero gruppo, una responsabilità condivisa da portare avanti nel tempo e da non sottovalutare, riducendola ad un puro tentativo. La disabilità ci stimola a trovare soluzioni per attuare la nostra proposta a misura di ogni membro del gruppo. Ma è sempre possibile? Molte volte, sì. Altre volte invece prendiamo consapevolezza che per far sentire qualcuno accolto non basta “buttarlo dentro” al gioco.
MF- Interbranca – Pedagogia dell’acqua
Approfondire il senso dell’acqua come ambiente educativo: stimolo allo sviluppo globale della persona e terreno di coltura delle potenzialità di ciascuno.
Leggere l’ambiente acqua come luogo inclusivo che permette a tutti di sperimentarsi, confrontarsi con piccole sfide, apprendere.